Reuse the runtime catalog and workspace parsers in a standalone helper paired with tht. Add document templates, safe diagnostics, local Evidence checks, native bundle builds, shared CLI fixtures and IT/EN preparation guides. Record the approved document-first specification and ticket breakdown. Refs #43.
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# Ripresa dell'installazione guidata
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Stato al 28 settembre: revisione documentale in sei passi richiesta dall'utente;
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raccolta interattiva dei parametri durante il setup superata. R1/R2 confermate,
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`grill-with-docs` e `/to-spec` conclusi, piano di test confermato dall'utente.
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Il riferimento consolidato è il
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[PRD dell'installazione guidata](2026-09-27-guided-installation-prd.md).
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La [specifica derivata](2026-09-28-document-first-installation-spec.md) è pubblicata
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su Gitea come
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[Spec: installazione da documenti verificati e distribuzione Docker Hub](https://git.tylconsulting.it/mptyl/ThothII/issues/42),
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con etichetta `ready-for-agent`. `/to-tickets` è completato: la
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[scomposizione approvata](2026-09-28-installation-ticket-breakdown.md) collega le
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issue #43–#54, con dipendenze native verificate e parent invariata.
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Prossimo passo: `/implement` su #43 o #46, inizialmente senza blocchi.
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Nessun codice applicativo è stato implementato in questi passaggi.
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## Base di lavoro
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Branch `codex/guided-standalone-install`, commit iniziale `67ee5262`.
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Il branch conserva il setup guidato e i controlli workspace incompleti, separati dal
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rilascio server. Il piano del 14 settembre descrive il precedente percorso manuale;
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le decisioni qui registrate aggiornano l'obiettivo del lavoro ripreso.
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## Decisioni confermate il 27 settembre 2026
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- Destinatario: una persona capace di installare Docker, clonare un repository e
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compilare i valori richiesti, senza conoscere l'architettura di ThothII.
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- Risultato: almeno un workspace utilizzabile per una domanda reale, attraverso due
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traguardi espliciti: piattaforma installata e workspace pronto. La procedura guida
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le decisioni umane necessarie e può essere ripresa senza ricominciare.
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- Collaudo in tre tappe distinte e ordinate: prima Windows, poi Linux Omarchy su PC
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Intel, infine macOS. Non attribuire a una piattaforma gli esiti ottenuti su un'altra.
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- Distribuzione ordinaria tramite immagini applicative precompilate pubblicate su
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Docker Hub; build e pubblicazione fanno parte del progetto. L'installazione locale
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configura e inizializza lo stack senza compilare; l'alternativa da sorgente resta
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esplicitamente disponibile. Anche il comando host deve essere fornito precompilato
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nel percorso ordinario. La creazione/caricamento degli esempi resta un'integrazione
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prevista, con l'implementazione del relativo sottoprogetto ancora rinviata.
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## Vincoli già documentati
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Il precedente piano prevedeva clone Gitea e build locale; la decisione successiva
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li mantiene come alternativa al percorso precompilato Docker Hub. Restano Docker
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Compose e, su Windows, Ubuntu WSL2 con integrazione Docker Desktop.
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Il workspace descriptor contiene identità ed
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Evidence; configurazione database e metadati appartengono al Metadata Catalog.
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L'Installation Model Catalog appartiene all'installazione.
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## Revisione del 28 settembre — prevale sul percorso interattivo
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La preparazione e le verifiche precedono l'esecuzione, nell'ordine richiesto:
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1. Preparare il repository workspace predefinito con i tre esempi oppure uno ad hoc.
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2. Verificare formalmente e, per quanto possibile, sostanzialmente i documenti workspace.
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3. Verificare le precondizioni dell'host e dei componenti previsti.
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4. Predisporre i documenti locali YAML/.env con i parametri dell'applicazione.
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5. Verificarne completezza, correttezza e coerenza con i workspace.
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6. Eseguire il setup dai documenti verificati, scaricando le immagini Docker Hub
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e creando lo stack, senza domande sui parametri.
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Template ed esempi commentati e guide IT/EN accompagnano ogni fase. Le verifiche
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devono essere ripetibili prima di creare i container. Pi è incluso in `core`, non
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deve essere installato sull'host; i suoi controlli runtime avvengono dopo l'avvio.
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I binding database restano di competenza del Catalog, con un input locale
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preparatorio distinto dai descriptor workspace v4.
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L'utente conferma che le immagini Docker Hub oggi non esistono: occorre un comando
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di produzione/pubblicazione per il manutentore, poi verificare il pull degli
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artefatti pubblicati prima di collaudare l'installazione precompilata sui PC.
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La preparazione del rilascio non è un compito dell'utente installatore.
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R1/R2 confermate: esempi ancora rinviati e primo collaudo con repository ad hoc;
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controlli runtime elencati prima ed eseguiti obbligatoriamente dopo la creazione
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dello stack. Nessun controllo non eseguito conta come superato.
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## Aspetti da tradurre nella specifica tecnica
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- Quali template e documenti locali preparare, verificare e applicare, senza
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raccogliere parametri durante l'esecuzione.
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- Come distinguere validazione documentale, controlli preventivi esterni e controlli
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runtime, mantenendo i contratti delle superfici amministrative esistenti.
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- Criteri dettagliati di verifica, ripresa dopo errori e accettazione per ogni tappa.
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## Sottoprogetto esempi: requisiti definiti, implementazione rinviata
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Su richiesta dell'utente l'implementazione dei database di esempio viene rinviata;
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la definizione dei requisiti dell'installazione prosegue indipendentemente.
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Branch dedicato: `codex/benchmark-examples`, creato da `67ee5262`, con documentazione
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consolidata nel commit `08a5db55`. Il PRD approvato è
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`docs/plans/2026-09-27-example-databases-prd.md` su quel branch.
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Il PRD conserva D1–D8: Financial, European Football e F1, tre workspace separati,
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dati PostgreSQL e schema commentato, Evidence curate e domande di accompagnamento
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senza SQL target, contenuti italiano/inglese. CLI scaricabile dal repository pubblico
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degli esempi Gitea gestito da TYL Consulting, collegato dal repository pubblico
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ThothII. Selezione di uno, due o tre esempi dopo il setup, oppure come ultimo passo
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facoltativo dello stesso setup; pacchetti PostgreSQL già verificati ove redistribuibili.
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La copia del repository potrà essere indipendente, senza storia e collegamenti Git
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all'originale, oppure scaricata con accesso al repository pubblico in sola lettura.
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Workspace ed Evidence locali restano modificabili. Preparazione e verifiche sono
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responsabilità del progetto; all'utente vengono sottoposte solo ambiguità non
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risolvibili dalle fonti. Chi installa dovrà trovare gli esempi pronti all'uso.
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Il caricatore, il supporto alla cartella `examples/` e alla copia autonoma sono da
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implementare. Finché il sottoprogetto è rinviato, il setup non deve offrirli come
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funzionalità disponibili. Il requisito di un workspace utilizzabile resta valido:
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per il collaudo si dovrà usare un workspace/database realmente disponibile.
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## Verifiche da completare
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Riesecuzione e fallimenti intermedi del setup; requisiti HTTPS per il repository
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workspace; test dedicati dei nuovi comandi; distinzione fra stato della piattaforma
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e Workspace Readiness; collaudo reale completo secondo l'ordine concordato.
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## Riscontro sul setup corrente
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- CLI guidata e pagine amministrative esistenti sono già il percorso previsto dal
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piano del 14 settembre; non è richiesto un nuovo installer grafico.
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- `setup --complete` prepara autenticazione e modelli, build, migrazioni Catalog,
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avvio, workspace pull, test Pi e doctor. Non configura binding DB, sincronizzazione
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dei metadati e preprocessing (`tools/tht/internal/setup/run.go:60`). Il messaggio
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finale corrente «ThothII is ready» deve essere allineato al traguardo verificato.
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- I modelli sono oggi preimpostati, senza selettore del provider nel Request
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(`tools/tht/internal/setup/files.go:449`).
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- La riesecuzione rifiuta file di configurazione esistenti con contenuto diverso;
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non equivale ancora a una ripresa guidata delle tappe tecniche e umane
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(`tools/tht/internal/setup/files.go:107`). La specifica deve prevedere stato delle
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tappe e gestione delle correzioni, senza sovrascrivere personalizzazioni.
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## Round installazione I1–I3 del 27 settembre — storico superato dove indicato
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La revisione del 28 settembre sopra prevale su I1/I2: nessun rinvio di parametri
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obbligatori al setup e nessuna raccolta tramite questionario. Il testo seguente
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conserva il contesto della decisione precedente e non è il comportamento richiesto
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per la nuova procedura. I3 resta valido per riuso dei contenuti e curation esplicita.
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L'utente conferma «tutto come da te suggerito», dopo il chiarimento sulla CLI locale
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interattiva: domande condizionate alle risposte, configurazioni precompilate,
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credenziali protette, verifica delle connessioni, possibilità di rinviare una
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configurazione e ripresa senza ricominciare. La CLI guida alle pagine amministrative
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esistenti per il workspace e ne verifica il completamento.
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| ID | Decisione | Scelta approvata |
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| I1 | Primo avvio senza repository/workspace disponibile | Consentire di completare il solo traguardo «piattaforma installata» e riprendere in seguito la configurazione del workspace. Il percorso complessivo resta incompleto fino al primo workspace utilizzabile e alla domanda reale. Nessuna dipendenza dalla futura disponibilità degli esempi. |
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| I2 | Scelta dei modelli durante il setup | Selezione guidata di provider e modello tra configurazioni supportate/precompilate, chiedendo le credenziali necessarie; percorso avanzato per configurazioni personalizzate. Embedding locale preconfigurato come scelta iniziale. |
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| I3 | Preparazione di descrizioni ed Evidence | Riutilizzare i contenuti già curati. Proporre la generazione AI delle descrizioni mancanti come scelta esplicita, con revisione umana, invece di avviarla automaticamente. Guidare alle pagine amministrative necessarie e registrare il punto di ripresa. |
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Le Evidence sono opzionali nel contratto del workspace: non introdurre un obbligo
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generale di crearle per completare l'installazione. La specifica deve rispettare
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i controlli di Workspace Readiness su connessione, schema e indicizzazione,
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distinguendo assenza lecita di Evidence da configurazione incompleta o incoerente.
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Per le decisioni correnti e i criteri di accettazione fa fede il PRD revisionato
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al 28 settembre, senza attestare che siano già implementati.
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