docs(evidence): finalize ticketed restructuring specification

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2026-08-24 17:11:37 +02:00
parent d970e10264
commit 5c6228f8c2
11 changed files with 796 additions and 167 deletions
@@ -111,7 +111,7 @@ una parte specializzata determinata da `kind`.
```yaml
schema_version: 1
id: formula:fascia-pediatrica
id: evidence:fascia-pediatrica
title: Fascia pediatrica
kind: formula
purposes:
@@ -128,6 +128,8 @@ language: it
provenance:
source_file: source/10-domini-clinici/paziente.md
source_sha256: sha256:0123456789abcdef...
supporting_excerpts:
- Per fascia pediatrica si intendono i pazienti con età inferiore a 18 anni.
review_items: []
```
@@ -139,6 +141,23 @@ I campi hanno ruoli diversi:
- `provenance` permette di risalire al testo di origine;
- `review_items` rende visibili i dubbi ancora da risolvere.
Ogni unità contiene da uno a cinque `supporting_excerpts`, ciascuno lungo al massimo
1.000 caratteri. Sono citazioni brevi che il validatore deve ritrovare nel sorgente dopo
la stessa normalizzazione meccanica. Provano la tracciabilità, non la correttezza
semantica: il revisore umano deve comunque verificare che sostengano davvero il
contenuto ristrutturato.
Ogni `review_item` contiene soltanto:
```yaml
code: ambiguous_source_statement
message: Il sorgente non chiarisce se l'età sia calcolata alla data di ricovero.
field: formula.sql # opzionale
```
Non possiede stato, autore o timestamp. Tutti i review item bloccano la pubblicazione;
il curatore corregge il documento e rimuove l'item, mentre Git conserva la storia.
### 4.2 Tipi iniziali
| `kind` | Contenuto | Esempio d'uso |
@@ -155,6 +174,28 @@ I campi hanno ruoli diversi:
Un URL che documenta un'altra Evidence appartiene alla sua `provenance`. Un URL che
deve essere recuperato come risposta autonoma è invece una Evidence `reference`.
Ogni Evidence Unit possiede un solo `kind`, scelto in base ai campi strutturati che ne
definiscono il contenuto principale. `purposes` e `applies_to` possono invece avere più
valori. Quando parti dello stesso sorgente hanno identità e regole di validazione
indipendenti, vengono prodotte unità distinte; non si duplica un'unità soltanto perché è
utile in più fasi del workflow.
La classificazione procede dai contenuti più strutturati a quelli più generali:
`formula`, `enum`, `mapping`, `normalization`, `glossary`, `domain`, `example` e
`reference`. `domain` è il tipo di ripiego per una regola del dominio che non soddisfa
uno schema più specifico; `reference` si applica soltanto quando il collegamento deve
essere restituito come contenuto autonomo.
L'identificatore non incorpora il `kind`: una riclassificazione conserva l'ID, mentre
una vera divisione semantica assegna nuovi ID alle nuove unità. Un rinominamento
univocamente riconoscibile del Source Evidence tramite hash aggiorna la provenienza e
conserva gli ID esistenti.
Un nuovo identificatore usa la forma leggibile `evidence:<slug>`, viene assegnato una
sola volta e non viene ricalcolato da titolo, percorso o hash. Le collisioni ricevono un
suffisso deterministico. Dopo la prima pubblicazione cambiare ID equivale a ritirare
l'unità esistente e crearne una nuova.
### 4.3 Dati specifici per tipo
La parte specializzata è una unione discriminata: ogni `kind` ammette e richiede campi
@@ -189,7 +230,9 @@ enum:
I tipi restano quindi sfruttabili sia in validazione sia in ricerca. Una formula non è
un semplice testo etichettato: possiede obbligatoriamente un concetto, le colonne di
input e SQL valido come contenuto strutturato.
input e una singola espressione PostgreSQL componibile. `SELECT`, `WITH`, DDL e DML come
statement completi non sono Formula Evidence; una query completa documentata appartiene
a `example`. Le formule legacy incompatibili diventano review item durante la migrazione.
## 5. Pre-processing dei testi sorgente
@@ -213,6 +256,11 @@ Il sistema:
Un sorgente invariato non viene nuovamente elaborato.
Se la `pipeline_version` del manifest non è compatibile con quella installata, il
normale `prepare` termina senza scrivere. Il curatore può scegliere esplicitamente
`prepare --upgrade`, esclusivamente su un repository pulito, per rielaborare tutti i
sorgenti e revisionare il diff completo.
### 5.2 Normalizzazione deterministica
Prima del modello vengono normalizzati soltanto aspetti meccanici:
@@ -235,6 +283,11 @@ Per ogni sorgente cambiato il modello riceve:
- le precedenti Evidence curate derivate da quel sorgente;
- gli identificatori già assegnati.
Per un'unità già esistente il modello può restituire soltanto uno degli identificatori
ricevuti. Per una nuova unità non propone l'ID: il preparatore assegna una sola volta
`evidence:<slug>` e l'eventuale suffisso deterministico. Un identificatore sconosciuto
prodotto dal modello rende la risposta non valida.
Può:
- assegnare titoli;
@@ -242,6 +295,7 @@ Può:
- separare un sorgente in più Evidence Unit;
- riordinare e riscrivere per chiarezza;
- compilare campi strutturati con fatti presenti nel sorgente.
- citare da uno a cinque brevi estratti del sorgente che sostengono ciascuna unità.
Non può:
@@ -250,8 +304,19 @@ Non può:
- risolvere silenziosamente un'ambiguità;
- cancellare un'unità precedentemente revisionata.
Se il sorgente esiste ancora ma non sostiene più un'unità precedente, il modello la
restituisce come retirement candidate con il `review_item`
`source_no_longer_supports_unit`. Il curatore decide se eliminarla o riscriverla; fino a
quel momento la pubblicazione resta bloccata.
Quando una precedente unità viene realmente divisa in più unità autonome, le nuove
unità ricevono nuovi ID e la precedente rimane una retirement candidate finché il
curatore non la ritira esplicitamente.
Pi viene usato in modalità non interattiva e senza strumenti di scrittura. È un
dettaglio interno del comando, non una nuova tipologia di sessione ThothII.
Timeout, uscita non valida o JSON malformato interrompono il comando con un errore
attribuito al sorgente. La prima versione non esegue retry automatici.
### 5.4 Validazione deterministica
@@ -261,6 +326,7 @@ L'output del modello non viene scritto direttamente. Viene prima controllato:
- unicità e stabilità degli identificatori;
- appartenenza alle enumerazioni ammesse;
- esistenza e hash del sorgente;
- presenza nel sorgente normalizzato di ogni `supporting_excerpt`;
- correttezza sintattica di URL, tabelle, colonne e SQL dove applicabile;
- assenza di credenziali;
- coerenza tra directory e `kind`;
@@ -277,31 +343,60 @@ Esistono tre esiti.
Un dubbio reale può essere mantenuto soltanto se il revisore lo trasforma in una
limitazione esplicita del contenuto e svuota `review_items`.
## 6. Aggiornamenti incrementali e protezione delle correzioni umane
### 5.5 Applicazione atomica
La precedente versione curata è un input, non un file usa-e-getta. In questo modo il
modello può proporre una modifica minima senza ricominciare da zero.
Tutti gli output dei sorgenti cambiati vengono costruiti e validati in un'area
temporanea. Soltanto quando l'intero batch è valido, il comando sostituisce insieme i
documenti interessati e `manifest.yaml`. Un singolo errore lascia il worktree invariato
e il rapporto limitato elenca tutti i problemi rilevati. Non esiste successo parziale.
## 6. Aggiornamenti incrementali e revisione delle correzioni umane
La precedente versione curata è un input, non un file usa-e-getta. Il modello deve
proporre una modifica minima senza ricominciare da zero, ma questa istruzione non viene
presentata come una garanzia semantica. La garanzia è Git: la versione precedente resta
recuperabile, ogni variazione è visibile nel diff e nessuna proposta diventa Published
Evidence senza una nuova revisione umana.
Il comando:
- si rifiuta di operare se `evidence/curated/` o `evidence/manifest.yaml` contengono
modifiche Git non salvate;
- mantiene gli ID associati a contenuti che rappresentano ancora la stessa unità;
- riconosce come rinominato un sorgente nuovo che corrisponde univocamente all'hash di
un sorgente rimosso e ne aggiorna la provenienza senza cambiare gli ID;
- mostra come diff le variazioni proposte;
- non modifica i file derivati da sorgenti invariati;
- segnala come orfana un'unità il cui sorgente è stato rimosso;
- non elimina mai automaticamente un'unità orfana.
- non elimina mai automaticamente un'unità orfana;
- blocca la pubblicazione finché ogni unità orfana non viene eliminata, ricollegata o
ricondotta a un sorgente ripristinato.
Git fornisce confronto, revisione, cronologia e recupero. Non viene introdotto un
database di authoring parallelo.
Orfani e retirement candidate vengono risolti senza modificare manualmente il manifest:
```text
tht evidence resolve <evidence-id> --retire
tht evidence resolve <evidence-id> --source <source-path>
```
Le due azioni sono mutuamente esclusive, richiedono un worktree pulito e aggiornano
atomicamente file curato e manifest. `--retire` rimuove l'unità dal corpus di authoring;
`--source` aggiorna provenienza e hash soltanto verso un sorgente esistente. Entrambe
lasciano un diff Git recuperabile, senza commit o pubblicazione automatica. Se l'unità
deve essere riscritta, il curatore modifica invece il documento e poi esegue
`validate`.
## 7. Revisione e pubblicazione
Il flusso di pubblicazione è:
```text
prepare → revisione Git → validate → merge → attivazione workspace
→ preprocess evidence → nuova generazione Qdrant attiva
→ preprocess evidence candidata → evaluate candidata
→ pubblicazione atomica della generazione Qdrant
```
### 7.1 Approvazione umana
@@ -321,11 +416,17 @@ La prima versione non crea automaticamente branch, commit o pull request.
Una Curated Evidence diventa Published Evidence soltanto quando:
- appartiene a una revisione Git approvata e pulita;
- appartiene a una revisione Git pulita che ha superato il processo umano di revisione;
- la revisione è stata attivata dal registry di ThothII;
- non contiene `review_items` irrisolti;
- il manifest non contiene unità orfane;
- l'intero corpus supera la validazione;
- la generazione Qdrant viene pubblicata atomicamente.
- la Candidate Evidence Generation supera il gate top-10;
- la generazione Qdrant viene quindi pubblicata atomicamente.
Il runtime non tenta di ricostruire come sia avvenuta l'approvazione Git e il manifest
non contiene un flag `approved`. Il confine verificabile di pubblicazione è la
combinazione di revisione attiva, validazione superata e generazione Evidence attiva.
Il descriptor filesystem deve indicizzare solo `curated/**/*.md`. I sorgenti e i file
di supporto restano materializzati per tracciabilità, ma non entrano nell'indice.
@@ -337,15 +438,27 @@ L'indicizzazione continua a usare il meccanismo già implementato dal modulo Evi
1. legge la radice materializzata della revisione Git attiva;
2. valida nuovamente tutte le Evidence;
3. costruisce Evidence Fragment secondo sezioni semantiche;
4. genera le rappresentazioni dense;
5. chiede a Qdrant di generare la rappresentazione lessicale BM25;
6. carica i punti con la nuova `vector_generation`;
7. verifica manifest, conteggi e leggibilità;
8. rende attiva la nuova generazione;
9. conserva le generazioni precedenti previste dalla policy.
4. verifica il vettore dense predefinito già usato da Schema e Memory;
5. aggiunge in modo non distruttivo il vettore sparse `bm25` se manca;
6. genera le rappresentazioni dense degli Evidence Fragment;
7. chiede a Qdrant di generare per gli stessi frammenti la rappresentazione lessicale
BM25;
8. carica i punti con la nuova `vector_generation`;
9. verifica manifest, conteggi e leggibilità;
10. rende attiva la nuova generazione;
11. conserva le generazioni precedenti previste dalla policy.
Se uno dei passaggi fallisce, la generazione precedente rimane attiva. I punti caricati
parzialmente vengono compensati secondo il meccanismo transazionale già esistente.
L'eventuale configurazione `bm25` già aggiunta rimane: è compatibile con i punti dense
esistenti e non richiede rollback. Se `bm25` esiste con una configurazione diversa da
`modifier: idf`, la procedura fallisce senza modificarla.
L'upgrade non ricrea la collezione. I record `schema_table`, `schema_column`, `memory` e
`solved_question` restano invariati e continuano a usare il vettore dense predefinito.
Soltanto gli Evidence Fragment ricevono anche `bm25`. Durante la finestra fra aggiunta
del vettore e pubblicazione della prima candidata ibrida, Evidence è `unavailable`, ma
Schema e Memory continuano a funzionare.
## 9. Qdrant spiegato senza presupporre conoscenze vettoriali
@@ -381,6 +494,12 @@ Qdrant 1.18.2 può generare questa rappresentazione direttamente sul server usan
`qdrant/bm25`; per il corpus italiano si passa `language: italian` sia durante il
caricamento sia durante la ricerca. Non serve aggiungere FastEmbed o un nuovo servizio.
Un test L0 avvia esattamente l'immagine Qdrant dichiarata da `compose.yaml`, crea una
collezione temporanea, indicizza due testi italiani mediante `qdrant/bm25`, verifica una
ricerca lessicale e infine elimina la collezione. Questo rende controllabile la capacità
locale richiesta prima di qualunque migrazione reale. Se la prova fallisce non esiste
un fallback silenzioso a un motore diverso.
Il nome “sparse” significa soltanto che, tra moltissime parole possibili, ogni testo ne
usa poche. Qdrant mantiene anche l'IDF: una parola rara pesa più di una parola presente
quasi ovunque.
@@ -433,14 +552,32 @@ fragment_ordinal
I metadati hanno due usi:
- workspace, revisione e generazione sono filtri obbligatori di sicurezza;
- tipo, scopo e ambito orientano la ricerca oppure diventano filtri quando il chiamante
formula una richiesta esplicita.
- workspace, revisione, generazione e purpose sono filtri obbligatori;
- tipo, concetti, tabelle e colonne diventano filtri soltanto quando il chiamante li
dichiara vincolanti; altrimenti contribuiscono al testo della query e alla spiegazione
del risultato.
Durante la generazione SQL, per esempio, `formula` e `mapping` ricevono priorità, ma una
regola `domain` molto pertinente può ancora apparire. Se il workflow chiede
esplicitamente soltanto formule, `evidence_kind=formula` diventa invece un filtro
vincolante.
La prima versione non aggiunge bonus automatici per `kind` o `applies_to`. Durante la
generazione SQL una Formula Evidence viene imposta soltanto quando il workflow richiede
esplicitamente `kind=formula`; negli altri casi dense, BM25 e RRF determinano l'ordine.
Quando concetti, tabelle o colonne non sono vincoli, il modulo costruisce un solo testo
deterministico, identico per dense e BM25:
```text
Domanda: <domanda originale>
Concetti: <valori deduplicati e ordinati>
Tabelle: <valori deduplicati e ordinati>
Colonne: <valori deduplicati e ordinati>
```
Le righe vuote sono omesse. La domanda conserva formulazione e ordine originali; il
renderer applica soltanto Unicode NFC, converte CRLF e CR in `\n`, rimuove gli spazi
esterni e rifiuta una domanda vuota. Non cambia maiuscole, punteggiatura o spazi interni.
Ai valori contestuali applica NFC e `strip`, elimina stringhe vuote e duplicati esatti e
li ordina per valore Unicode senza `lower()` o `casefold()`: gli identificatori
PostgreSQL quotati possono essere sensibili alle maiuscole. In questo modo due richieste
equivalenti non cambiano per effetto dell'ordine occasionale dei metadati.
### 9.7 Perché non creare una collezione per tipo
@@ -448,9 +585,10 @@ Una domanda spesso attraversa più tipi: una formula può dipendere da un mappin
enum e da una regola di dominio. Collezioni separate richiederebbero più interrogazioni,
fusione applicativa e più operazioni di manutenzione.
La soluzione usa la collezione semantica già posseduta dal workspace e aggiunge vettori
denominati `dense` e `bm25`. I payload indicizzati distinguono i tipi. È più semplice e
permette a Qdrant di eseguire ricerca ibrida e filtri nella stessa Query API.
La soluzione usa la collezione semantica già posseduta dal workspace, conserva il suo
vettore dense predefinito e aggiunge soltanto il vettore sparse denominato `bm25`. I
payload indicizzati distinguono i tipi. È più semplice, evita di ricostruire Schema e
Memory e permette a Qdrant di eseguire ricerca ibrida e filtri nella stessa Query API.
### 9.8 Perché indicizzare frammenti ma restituire unità
@@ -458,9 +596,18 @@ Un documento lungo può contenere sezioni diverse. Un unico vettore ne diluirebb
significato; frammenti arbitrari di lunghezza fissa spezzerebbero invece formule o
regole.
La divisione segue intestazioni e campi tipizzati. Qdrant trova i frammenti, poi
l'Evidence Module li raggruppa per `evidence_id` e restituisce l'unità completa con
provenienza e citazione.
La divisione segue intestazioni, campi tipizzati e confini di paragrafo. Non divide mai
una formula, una coppia valore/significato, un mapping, una regola o un URL. Se uno di
questi elementi atomici supera da solo `max_chunk_chars`, la preparazione aggiunge il
Review item stabile `atomic_content_too_large` e blocca la pubblicazione: non usa un
taglio a dimensione fissa che ne altererebbe il significato. Il limite è quello già
presente nella configurazione degli embeddings, pari per default a 4.000 caratteri, e
si applica all'intero testo reso che sarà inviato all'embedder, incluse etichette e
metadati testuali. Non viene introdotta una seconda impostazione. Qdrant trova i
frammenti, poi l'Evidence Module li raggruppa per `evidence_id` e restituisce un solo
Evidence Result con i migliori estratti, provenienza, citazione e riferimento al
documento completo. Il contenuto completo viene risolto soltanto quando il workflow ne
ha bisogno.
### 9.9 Cosa non introduciamo nella prima versione
@@ -478,6 +625,7 @@ Riferimenti tecnici ufficiali:
- [Qdrant: Text Search](https://qdrant.tech/documentation/search/text-search/)
- [Qdrant: server-side BM25](https://qdrant.tech/documentation/inference/inference-bm25/)
- [Qdrant: Hybrid Queries e RRF](https://qdrant.tech/documentation/search/hybrid-queries/)
- [Qdrant: aggiornamento dello schema dei vettori](https://qdrant.tech/documentation/manage-data/collections/#update-vector-schema)
- [Qdrant: payload indexing](https://qdrant.tech/documentation/manage-data/indexing/)
- [Qdrant: multitenancy](https://qdrant.tech/documentation/manage-data/multitenancy/)
@@ -490,19 +638,32 @@ search(
query: str,
purpose: EvidencePurpose,
context: EvidenceSearchContext,
) -> list[EvidenceResult]
) -> EvidenceSearchOutcome
```
`EvidenceSearchContext` può specificare tabelle, colonne, concetti e, solo quando
necessario, tipi obbligatori.
`EvidenceSearchContext` può specificare tabelle, colonne e concetti da aggiungere alla
query, oltre a vincoli espliciti su tipo, tabelle, colonne o concetti.
Il modulo rende domanda e contesto una sola volta nel formato `Domanda`, `Concetti`,
`Tabelle`, `Colonne` definito sopra e passa esattamente quel testo sia all'embedder dense
sia a `qdrant/bm25`.
`EvidenceSearchOutcome` distingue due stati:
- `available`, con la generazione interrogata e zero o più `EvidenceResult`;
- `unavailable`, senza risultati e con un codice di errore stabile e un messaggio
limitato.
Una lista vuota nello stato `available` significa che la ricerca ha funzionato ma non
ha trovato corrispondenze. Non equivale a un errore tecnico.
Il modulo Evidence possiede interamente:
- generazione della query dense;
- query BM25 con lingua coerente;
- filtri su revisione e generazione;
- filtri su workspace, revisione, generazione e purpose;
- RRF;
- preferenze per `kind`, `purpose` e `applies_to`;
- vincoli espliciti su `kind` e `applies_to`;
- raggruppamento dei frammenti;
- risoluzione di provenienza e citazioni;
- controllo della revisione attiva.
@@ -527,7 +688,33 @@ Questa superficie è usata dal curatore e non dalle sessioni.
search → resolve citation → project into session
```
F1, F3 e F4 passano `purpose` e contesto al modulo. Non conoscono collezioni, nomi di
Evidence è un contributore degli stage esistenti, non uno stage aggiuntivo. Non emette
decisioni, non scrive gli artifact canonici e non modifica il ledger o lo stato del
workflow. Lo stage chiamante decide come usare i candidati restituiti.
L'integrazione usa l'identità semantica dello stage, non il display code:
| Stage semantico | Display code attuale | Evidence purpose |
|---|---:|---|
| `clarification` | F1 | `disambiguation` |
| `rewriting` | F3 | `rewriting` |
| `schema_linking` | F4 | `schema_linking` |
| `cte` | F6 | `sql_generation` |
| `final_sql` | F7 | `sql_generation` |
Lo stage `memory` (F2) usa il Memory Module. Lo stage `synthesis` (F5) verifica e
riassume lo schema linking già approvato e non avvia una nuova ricerca Evidence.
Ogni stage elencato esegue una ricerca indipendente con gli input disponibili in quel
momento. In particolare `cte` usa domanda riscritta e schema approvato, mentre
`final_sql` aggiunge il piano CTE approvato. La prima versione non introduce una cache
condivisa fra stage.
Il chiamante conserva nella sessione una Evidence receipt con stage, purpose,
generazione e ID restituiti. Il testo non viene copiato: rimane nel repository del
workspace e viene risolto attraverso la provenienza della Published Evidence.
Gli stage passano `purpose` e contesto al modulo, ma non conoscono collezioni, nomi di
vettori, generazioni o sintassi Qdrant.
Le istruzioni Pi relative alla consultazione delle Evidence vengono spostate in
@@ -559,48 +746,73 @@ globale nel workspace.
- un file non UTF-8, troppo grande o strutturalmente invalido produce un errore chiaro;
- un dubbio semantico produce un `review_item`;
- un albero Git sporco impedisce la sovrascrittura delle modifiche umane;
- un sorgente rimosso produce un'unità orfana, non una cancellazione.
- un albero Git sporco impedisce la scrittura di nuove proposte;
- un sorgente rimosso produce un'unità orfana, non una cancellazione, e blocca la
pubblicazione finché il curatore non la risolve.
### 13.2 Durante l'indicizzazione
- la nuova generazione viene preparata senza toccare quella attiva;
- la generazione candidata viene interrogata esplicitamente per la valutazione senza
renderla visibile alle sessioni;
- una valutazione fallita lascia inattiva la candidata;
- un caricamento o una verifica falliti non cambiano il puntatore attivo;
- i dati parziali vengono rimossi quando possibile e comunque non sono leggibili dal
runtime perché manca l'attivazione.
Poiché la revisione del workspace viene attivata prima di costruire la candidata, il
runtime può attraversare una finestra di manutenzione in cui la vecchia generazione non
corrisponde alla revisione. In questa finestra la ricerca Evidence è `unavailable` e
blocca lo stage chiamante. La prima versione accetta questa degradazione fail-closed
invece di introdurre una transazione distribuita fra Git, registry e Qdrant. Se il gate
fallisce, l'operatore corregge il corpus oppure ripristina esplicitamente la revisione
precedente.
### 13.3 Durante una sessione
Una ricerca `available` senza corrispondenze produce una Evidence receipt vuota, viene
mostrata come tale e non impedisce allo stage di continuare.
Se Qdrant, il corpus attivo o la revisione attesa non sono disponibili:
- il risultato Evidence è vuoto;
- viene emesso un avviso esplicito;
- l'outcome è `unavailable`, non una lista vuota valida;
- viene restituito un codice stabile con un messaggio limitato;
- lo stage chiamante resta bloccato e può essere ritentato;
- non vengono usate revisioni precedenti;
- la sessione può continuare con gli altri meccanismi e con i normali gate umani.
- non viene ripetuta la ricerca con un purpose diverso.
Questo è il comportamento fail-closed già presente e viene preservato.
Questo comportamento è fail-closed: un'assenza reale di corrispondenze non ferma il
workflow, mentre un guasto non viene mascherato come assenza di conoscenza.
## 14. Valutazione minima
`tht evidence evaluate` esegue le domande in `evaluation.yaml` contro l'indice attivo e
riporta almeno:
`tht evidence evaluate` esegue le domande in `evaluation.yaml` contro una generazione
indicata esplicitamente oppure, per il monitoraggio ordinario, contro l'indice attivo.
Riporta almeno:
- quante domande hanno trovato una Evidence attesa nei primi 5 e nei primi 10 risultati;
- quali tipi attesi sono mancati;
- quali query non hanno prodotto risultati;
- per ogni Evidence attesa, la posizione nella graduatoria dense, BM25 e fused;
- revisione Git, generazione e configurazione di ricerca usate.
La prima baseline deve essere salvata prima di regolare pesi o introdurre altri modelli.
Il comando non modifica l'indice.
Il file classifica ogni domanda come `lexical`, `semantic` o `mixed` e contiene almeno
un caso per profilo. L'evaluator esegue i due rami anche separatamente per renderli
diagnosticabili, oltre alla ricerca ibrida usata dal runtime. La prima baseline deve
essere salvata prima di regolare pesi o introdurre altri modelli. Il comando non
modifica l'indice. La valutazione supera il gate minimo soltanto quando ogni query trova
almeno una delle Evidence attese nei primi dieci risultati fused. Le posizioni dei
singoli rami e `hit@5` restano informative e non bloccano la pubblicazione.
## 15. Comandi e responsabilità
| Comando | Dove opera | Scrive |
| --- | --- | --- |
| `tht evidence prepare <workspace-root>` | clone Git di authoring | `curated/`, `manifest.yaml` |
| `tht evidence prepare <workspace-root> [--upgrade]` | clone Git di authoring | `curated/`, `manifest.yaml` |
| `tht evidence validate <workspace-root>` | clone Git o CI | nulla |
| `tht evidence evaluate ...` | indice attivo | solo rapporto su stdout/JSON |
| `tht ... workspace preprocess evidence` | installazione/runtime | nuova generazione corpus e Qdrant |
| `tht evidence resolve <id> (--retire | --source <path>)` | clone Git di authoring | unità interessata, `manifest.yaml` |
| `tht evidence evaluate ... [--generation <id>]` | generazione candidata o attiva | solo rapporto su stdout/JSON |
| `tht ... workspace preprocess evidence` | installazione/runtime | generazione candidata, poi attiva soltanto dopo il gate |
`prepare` non crea commit. `preprocess evidence` non modifica il repository Git.
@@ -615,10 +827,15 @@ enum, esempi NLQ, mapping e normalizzazione. La migrazione avviene così:
4. importare eventuali formule approvate come `kind: formula`;
5. compilare circa venti query in `evaluation.yaml`;
6. configurare il descriptor con `patterns: ["curated/**/*.md"]`;
7. validare, fare merge e attivare la revisione;
8. ricostruire in modo controllato la collezione per il nuovo contratto dense+BM25;
9. eseguire `preprocess evidence`;
10. salvare la baseline di valutazione e svolgere una verifica umana F1/F3/F4.
7. validare, fare merge e attivare la revisione in una finestra di manutenzione;
8. registrare conteggi e ID campione di Schema e Memory;
9. eseguire `preprocess evidence`, che aggiunge `bm25` senza ricreare la collezione e
costruisce la generazione candidata;
10. verificare che conteggi, ID campione e ricerche dense di Schema e Memory siano
invariati;
11. valutare la candidata e pubblicarla soltanto se supera il gate top-10;
12. salvare la baseline e svolgere una verifica umana degli stage `clarification`,
`rewriting`, `schema_linking`, `cte` e `final_sql`.
Non serve mantenere v1 e v2 attivi contemporaneamente nel runtime: Git conserva la
vecchia revisione e il meccanismo delle generazioni conserva il rollback dell'indice.
@@ -630,19 +847,52 @@ La prima versione è completa quando:
1. un sorgente poco strutturato produce una o più unità tipizzate senza perdere la
provenienza;
2. sorgenti invariati sono un no-op;
3. modifiche umane non vengono sovrascritte;
4. un `review_item` impedisce l'indicizzazione;
5. tutte le otto varianti hanno validazione specifica;
6. le formule approvate sono ricercate tramite lo stesso modulo delle altre Evidence;
7. soltanto `curated/**/*.md` entra nel corpus runtime;
8. la collezione Qdrant espone `dense` e `bm25` e gli indici payload richiesti;
9. la Query API esegue i due prefetch e la fusione RRF;
10. risultati di frammenti della stessa unità vengono raggruppati;
11. una revisione o generazione non corrispondente restituisce zero Evidence e un
avviso;
12. il set di valutazione produce un rapporto ripetibile;
13. una sessione completa continua a funzionare anche con Evidence non disponibili;
14. documentazione e comandi descrivono lo stesso contratto.
3. ogni modifica proposta a contenuti revisionati è recuperabile e visibile nel diff
Git prima della pubblicazione;
4. ogni unità cita brevi estratti verificabili del proprio sorgente;
5. gli ID nuovi sono assegnati dal codice e il modello può soltanto riutilizzare ID
precedenti esplicitamente forniti;
6. il batch di preparazione è tutto-o-niente e non esegue retry automatici;
7. un `review_item` impedisce l'indicizzazione;
8. un'unità orfana blocca la pubblicazione finché non viene risolta;
9. un'unità non più sostenuta dal proprio sorgente diventa una retirement candidate e
blocca la pubblicazione;
10. il comando `resolve` ritira o ricollega un'unità con un diff Git recuperabile;
11. tutte le otto varianti hanno validazione specifica e un solo `kind` primario;
12. una riclassificazione conserva l'ID e un rinominamento univoco del sorgente conserva
gli ID delle unità collegate;
13. ogni ID usa `evidence:<slug>`, non viene ricalcolato automaticamente e non contiene
il kind;
14. ogni Formula Evidence contiene una sola espressione PostgreSQL componibile;
15. le formule approvate sono ricercate tramite lo stesso modulo delle altre Evidence;
16. soltanto `curated/**/*.md` entra nel corpus runtime;
17. la collezione Qdrant conserva il dense predefinito e aggiunge `bm25` con IDF senza
ricostruzione distruttiva;
18. la Query API esegue i due prefetch e la fusione RRF;
19. risultati di frammenti della stessa unità diventano un solo Evidence Result con
estratti e riferimento al documento completo;
20. una ricerca disponibile può restituire zero Evidence, mentre una revisione o
generazione non corrispondente produce `unavailable` e blocca lo stage;
21. ogni ricerca applica il purpose come filtro obbligatorio e non usa bonus impliciti
per kind o ambito;
22. la generazione candidata diventa attiva soltanto quando ogni query recupera almeno
una Evidence attesa nei primi dieci risultati; il rapporto include anche `hit@5`;
23. i cinque stage mappati interrogano Evidence indipendentemente, mentre `memory` e
`synthesis` non lo invocano;
24. ogni ricerca disponibile conserva una ricevuta minima senza duplicare il testo;
25. una sessione completa riprende dopo la finestra fail-closed mediante retry o
rollback esplicito;
26. conteggi, ID campione e ricerche dense dimostrano che Schema e Memory non cambiano
durante l'upgrade;
27. una prova L0 dimostra `qdrant/bm25` sull'immagine locale effettivamente dichiarata;
28. dense e BM25 ricevono lo stesso testo di query deterministico;
29. nessun elemento atomico viene spezzato per rispettare la dimensione dei frammenti;
30. la valutazione copre casi lessicali, semantici e misti e mostra separatamente i tre
ranking;
31. il testo reso di ogni frammento rispetta il solo `max_chunk_chars` esistente;
32. la query conserva maiuscole, punteggiatura e spazi interni e non altera gli
identificatori PostgreSQL sensibili alle maiuscole;
33. documentazione e comandi descrivono lo stesso contratto.
## 18. Decisioni rinviate